Michel Henritzi Yokohama No Shadows • CD Dyin’ Ghost Records • Fukuoka Rinji & Michel Henritzi Descent To The Sun • LP Bam Balam . Junko, Michel Henritzi, Fukuoka Rinji Billions Years Of Sighs • LP An’archives •

Michel Henritzi è un chitarrista fran- cese che si muove a 360 gradi in am- biti sperimentali e improvvisativi e abbiamo incontrato più volte su que- ste pagine. Nella prima delle sue tre nuove uscite, il CD “Yokohama No Shadows”, è intestatario unico ma accompagnato sette ospiti tra i quali Tutuzi Akiyama (chitarra elettrica), Fukuoka Rinji (chitarra flamenco), Akiko Hotaka (voce) e altri a fisar- monica, archi, koto e chitarre acusti- che. Ne viene fuori una serie di delicati, struggenti, intensissimi ac- querelli bluesy “alla Mazzacane Connors” perché della musica del chitarrista americano hanno la mede- sima malinconica e romantica visio- narietà, filtrata però da una peculiare sensibilità che diremmo da chanson- nier francese: raramente, negli ultimi anni, abbiamo ascoltato una tale forza d’anima e una tale, realmente metafisica, espressività chitarristica. Un disco magnifico, lo ascolti chiun- que si è perso almeno una volta tra le note di un amore irraggiungibile, di un ricordo offuscato di lacrime, di un’amicizia dissolta in pulviscolo. Tutt’altre atmosfere quelle di “De- scent To The Sun”, dove Henritzi (alla lap steel) è accompagnato da Rinji al violino. Qui è il rumore a farla da padrone: due ottundenti continuum di bordate sinfoniche da far invidia agli Skullflower. Infine l’LP “Billions Years Of Sighs”, che contiene Tsuki no namida, con Hen- ritzi alla lap steel ad accompagnare la voce di Junko, e Taiyo no meiso, dove alla sua chitarra fanno eco il violino, la voce e le percussioni di Rinji: nella prima traccia Henritzi di- segna caustiche cadute di droni men- tre Junko sbraita come un animale sgozzato, nella seconda invece tutto torna a casa, verso le estatiche im- prov del CD ma con più sofferenza e nebulose noise. Tre e più facce di un chitarrista dalla notevolissima sensi- bilità. Stefano I. Bianchi

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